ABDUL, Paula

Quando devo fare un video non mi limito a cantare e a fare quello che mi dice il regista. Anzi, un mese prima comincio a discutere con lui i dettagli tecnici, le angolazioni della telecamera, le coreografie. Insomma, per due giorni di riprese lavoro almeno un mese.

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Se siete puristi che concepiscono la musica come emozione e il musicista come artista che suona per esprimere i propri sentimenti e ideali, vi conviene passare oltre… Paula Abdul appartiene al mondo dell’industria musicale e, sia detto a suo onore, non fa nulla per nasconderlo. Cresciuta in una famiglia nella quale l’arte era un mestiere, Paula è, prima di tutto, un’abile e determinata manager di sé stessa. Spinta da un’ambizione sconfinata e sorretta da un perfezionismo stakanovista, la Abdul ha esplorato diverse forme di linguaggio musicale e, sebbene un suo disco abbia riscosso un successo planetario, il meglio di sé non lo ha certo dato come cantante (le sue doti vocali destano qualche perplessità), bensì come coreografa, mestiere nel quale ha sfoggiato un precoce ed indiscutibile talento. La sua storia è, comunque, interessante, se non altro perché esemplare di dove possa portare, come dicono gli americani, la “perspiration” (il sudore), quando la “inspiration” (l’ispirazione) fa difetto.

Provenienza: San Fernando, Calif. (USA)

 

Genere: Dance

 

Discografia:

1988 - Forever Your Girl

1991 - Spellbound

1995 - Head Over Heels

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