ABBA

Siamo cresciuti con melodie tedesche, italiane, svedesi e anglo sassoni. Nessuna popstar inglese o americana è stata esposta a niente di simile.

Quando sul sito è comparso l’annuncio della prossima pubblicazione della scheda dedicata agli Abba un caro amico, affermato manager ma come me legato alla giovanile passione per la musica rock, mi ha mandato un sms lapidario: “Abba???”. In effetti chi non abbia vissuto gli anni settanta, quando prima di ogni altra distinzione quello che divideva i musicisti (e i musicofili) era l’essere “impegnati” o il non esserlo, faticherà a comprendere quanto tenacemente i musicisti spregiativamente definiti “commerciali” siano stati avversati, ridicolizzati e snobbati dai cultori della musica rock.  Gli Abba, sotto molti profili, furono uno dei casi esemplari di questa mentalità; la circostanza che milioni di fan in tutto il mondo li amassero incondizionatamente, lungi dal generare dubbi nella critica ortodossa, veniva portata a riprova della fondatezza della loro esecrazione. L’assioma generalizzato era: “chi vende si è venduto”. Ad uno sguardo meno condizionato da pregiudizi ideologici, gli Abba appaiono una eccellente operazione commerciale. Ai loro tempi la musica giovane conosceva solo due patrie: la Gran Bretagna ed il Nord America.  I musicisti di altre nazionalità che avevano avuto successo si contavano sulle dita di una sola mano; loro sono stati in grado di raggiungere un successo planetario partendo da una delle più remote province dell’impero, la Svezia, grazie ad un ben calibrato mix di ingredienti: la bellezza dei componenti, in specie la notevolissima parte femminile; il fatto che si trattasse di due coppie, cosa che consentiva loro di incarnare gli amori felici di cui cantavano e, al tempo stesso, di celebrare i valori dell’amicizia; e, last but not least, lo straordinario istinto melodico che si è tradotto in una serie di canzoni di modesto spessore ma di grande presa, non a caso spesso diventate veri e propri classici della musica pop. Insomma, chi ritiene che la musica rock vada declinata secondo criteri esclusivamente artistici avrà giustamente da ridire riguardo l’inclusione dei quattro svedesini in una storia di questo genere musicale; personalmente ritengo che chi ama la musica non si limiti ad apprezzare gli artisti più ambiziosi, ma tragga piacere, in certi momenti, anche da quei musicisti che si sono votati ad un sano intrattenimento.  La musica è anche divertimento.  E solo un malinteso calvinismo spinge a provare vergogna quando ci si diverte…
 

Provenienza: Stoccolma (Svezia)

Genere: Pop

Discografia:


1974 - Waterloo

1975 – Abba

1976 – Arrival

1977 – The Album

1979 – Voulez Vous

1980 – Super Trouper

1981 – The Visitors

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